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Il Consiglio dei Ministri ha nominato il generale Giuseppe Vadalà come Commissario unico per la bonifica della Terra dei Fuochi, l’area tra Napoli e Caserta devastata da decenni di smaltimenti illegali di rifiuti tossici e incendi dolosi. La decisione arriva dopo la sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) del 30 gennaio 2025, che ha condannato l’Italia per non aver protetto i cittadini dagli effetti dell’inquinamento. Una condanna pesante, che certifica il fallimento delle istituzioni nel garantire il diritto alla salute della popolazione locale.
il Commissario unico, avrà il compito di coordinare la bonifica del territorio, con poteri straordinari legati alle attività specificatamente indicate dalla sentenza della Cedu. Nella sentenza, infatti, il tribunale europeo ha anche stabilito 3 obblighi per l’Italia, entro 2 anni:
- preparare una strategia complessiva per affrontare la situazione della Terra dei Fuochi
- creare un meccanismo di monitoraggio indipendente
- stabilire una piattaforma pubblica per informare la cittadinanza
La strategia in particolare, deve: coinvolgere tutti i livelli dello Stato (locale, regionale e nazionale) evitando di frammentare le responsabilità; valutare i livelli di inquinamento di suolo, acqua e aria; definire tempistiche precise a breve, medio e lungo termine.
L’esecutivo ora chiede a Vadalà di preparare entro sessanta giorni, una relazione sullo stato dell’arte e sulle azioni che intende intraprendere per arrivare all’obiettivo di bonifica e ripristino ambientale.
Il generale non è nuovo a incarichi di questo tipo: già Commissario straordinario per la bonifica delle discariche abusive, ha gestito operazioni di risanamento ambientale con risultati altalenanti. Se da un lato ha contribuito alla messa in sicurezza di alcuni siti, dall’altro la lentezza burocratica e la mancanza di fondi adeguati hanno spesso reso inefficaci gli interventi. In Campania, il problema non è solo bonificare: occorre fermare il traffico illecito di rifiuti che continua a prosperare sotto la gestione della criminalità organizzata, spesso in collusione con pezzi delle istituzioni. L’esperienza degli ultimi decenni insegna che senza un cambio di passo deciso nelle politiche ambientali e nella lotta alla corruzione, la Terra dei Fuochi continuerà a bruciare, mentre le istituzioni si limiteranno a gestire l’emergenza con provvedimenti tampone.
La nomina di Vadalà è stata accolta con soddisfazione sia dalle associazioni ambientaliste che dalla Regione Campania, che vedono in questa scelta un passo concreto verso la risoluzione di una crisi ambientale e sanitaria che affligge la popolazione locale da decenni.